Notizie e approfondimenti

Guida completa per i professionisti al contenzioso civile in Thailandia

Il contenzioso civile in Thailandia è regolato da un sistema di diritto civile in cui le leggi codificate, principalmente il Codice di procedura civile (CPC) e il Codice civile e commerciale (CCC), stabiliscono le norme relative alla difesa, alle prove e ai rimedi, mentre atti procedurali specializzati sostituiscono il CPC in materia di consumo, lavoro, proprietà intellettuale, fiscalità, fallimenti e diritto di famiglia. L’aula di tribunale thailandese è di forma contraddittoria, ma profondamente inquisitoria nello spirito. I giudici gestiscono attivamente i casi, spingono le parti verso la conciliazione, danno maggior peso alle prove documentali rispetto alle testimonianze orali e decidono sia sui fatti che sul diritto senza giuria. Sia i litiganti stranieri che le imprese thailandesi spesso sottovalutano come le scelte procedurali compiute all’inizio di una controversia, tra cui la scelta del foro, la formulazione dell’atto di citazione (kham fong, คำฟ้อง), il calcolo dei termini di legge e la struttura della lettera di richiesta, possano determinare l’esito molto prima della prima udienza. La presente guida illustra il funzionamento pratico del contenzioso civile in Thailandia, dalla fase precontenziosa fino all’esecuzione e ai ricorsi, fornendo i riferimenti normativi, i termini di legge, le spese processuali e la dottrina della Corte Suprema su cui fanno affidamento i professionisti del settore.

Il sistema giudiziario thailandese e la sua gerarchia

L'articolo 197 della Costituzione del Regno di Thailandia dell'anno buddista 2560 (2017) riconosce quattro organi giudiziari che esercitano il potere giudiziario: la Corte costituzionale, il Tribunale amministrativo, il Tribunale militare e la Corte di giustizia (ศาลยุติธรรม). Le controversie civili ordinarie tra privati rientrano nella giurisdizione della Corte di giustizia, che è amministrata dall’Ufficio giudiziario indipendente ed è organizzata in tre livelli: i tribunali di primo grado (ศาลชั้นต้น), la Corte d’appello (ศาลอุทธรณ์) e la Corte Suprema, nota con il nome thailandese di Corte Dika (ศาลฎีกา).

Tribunali di primo grado

I tribunali di primo grado trattano la stragrande maggioranza delle controversie civili. Esistono tre categorie che operano in parallelo e si distinguono in base al valore o all’oggetto della causa.

I tribunali di circoscrizione (ศาลแขวง) sono competenti a giudicare le cause civili di modesta entità in cui il valore della controversia non superi i 300.000 THB e seguono procedure semplificate ai sensi degli articoli da 189 a 196 del Codice di procedura civile, volte a risolvere le controversie in tempi rapidi e con formalità minime. I ricorrenti possono presentare la domanda oralmente e il tribunale può emettere una sentenza immediata. I tribunali provinciali (ศาลจังหวัด) hanno sede in ogni provincia al di fuori di Bangkok e hanno giurisdizione civile illimitata sulle cause che superano la soglia prevista per i tribunali di circoscrizione. Il Tribunale civile (Ratchada), il Tribunale civile di Bangkok Sud, il Tribunale civile di Min Buri e il Tribunale civile di Thonburi esercitano la giurisdizione civile generale equivalente all’interno dell’area metropolitana di Bangkok, con le cause assegnate in base all’indirizzo di residenza del convenuto o al luogo in cui si è verificato il fatto che ha dato origine all’azione.

Tribunali specializzati

La Thailandia ha istituito cinque tribunali di primo grado specializzati affinché le controversie di natura tecnica o socialmente delicata siano risolte da giudici con competenze specifiche in materia, che spesso operano insieme a giudici aggiunti o laici provenienti dalla professione di riferimento. La tabella che segue riassume la loro competenza giurisdizionale.

Tribunale specializzatoStatutoCompetenza per materia
Tribunale centrale per la proprietà intellettuale e il commercio internazionale (CIPITC)Legge sull'istituzione e il regolamento del Tribunale per la proprietà intellettuale e il commercio internazionale, anno 2539 del calendario buddista (1996)Brevetti, marchi, diritti d'autore, segreti commerciali, varietà vegetali, indicazioni geografiche, schemi di circuiti integrati, vendita internazionale di beni, trasporto marittimo, lettere di credito, antidumping.
Tribunale fiscale centraleLegge sull'istituzione e il funzionamento del Tribunale tributario, anno 2528 del calendario buddista (1985)Controversie tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane e l’Agenzia delle Accise.
Tribunale centrale del lavoroLegge sull'istituzione e il funzionamento del Tribunale del lavoro, anno 2522 (1979)Lavoro, licenziamento ingiustificato, previdenza sociale, rapporti di lavoro, sicurezza sul lavoro.
Tribunale fallimentare centraleLegge sull'istituzione e il funzionamento del Tribunale fallimentare, anno 2542 del calendario buddista (1999)Fallimento, risanamento aziendale, insolvenza transfrontaliera.
Tribunale per i minori e la famigliaLegge n. 2553 (2010) sul Tribunale minorile e della famiglia e sulla procedura minorile e familiareControversie familiari, divorzio, affidamento, successioni che coinvolgono minori, delinquenza minorile.

Le controversie familiari vengono abitualmente deferite al Tribunale minorile e della famiglia, e il nostro dipartimento specializzato in controversie familiari assiste i clienti in materia di divorzio, affidamento, mantenimento dei figli e successioni. Le cause relative alla violazione di brevetti, le azioni di nullità e le relative controversie commerciali transfrontaliere vengono presentate al CIPITC, che costituisce la sede di competenza trattata nella nostra sezione dedicata alle controversie in materia di proprietà intellettuale in Thailandia. Le istanze di insolvenza e riorganizzazione sono di competenza esclusiva del Tribunale centrale fallimentare, come illustrato nella nostra pagina dedicata al diritto fallimentare.

La Corte d'appello e la Corte d'appello per le cause specializzate

Al di sopra dei tribunali di primo grado si trova la Corte d’appello (ศาลอุทธรณ์), suddivisa a livello regionale nella Corte d’appello di Bangkok e nelle regioni da 1 a 9. I ricorsi provenienti da un tribunale di primo grado specializzato non vengono presentati alla Corte d’appello regionale, bensì alla Corte d’appello per i casi specializzati, istituita nel 2016, che dispone di cinque sezioni competenti in materia di proprietà intellettuale e commercio internazionale, fiscalità, lavoro, fallimenti, nonché ricorsi in materia minorile e familiare. Questa struttura garantisce che la competenza in materia sia preservata anche in sede d’appello.

La Corte Suprema (Corte Dika)

Al vertice si trova la Corte Suprema (ศาลฎีกา, Dika Court). A seguito dell’entrata in vigore, l’8 novembre 2015, della legge di modifica del Codice di procedura civile (n. 27) B.E. 2558 (2015), i ricorsi alla Corte Suprema non sono più di diritto. Ai sensi degli articoli da 247 a 252 del CPC, una parte in causa deve presentare istanza di autorizzazione entro un mese dalla lettura della sentenza della Corte d’Appello, e la Corte Suprema ammetterà solo i casi che riguardano questioni giuridiche rilevanti, conflitti di interpretazione giurisprudenziale, questioni di interesse pubblico o casi di eccezionale ingiustizia. Le sentenze della Corte d’Appello sono altrimenti definitive.

Fonti del diritto processuale civile thailandese

La principale norma procedurale è il Codice di procedura civile (กฎหมายวิธีพิจารณาความแพ่ง), originariamente promulgato nel 2477 d.E. (1934) e successivamente modificato in numerose occasioni. I diritti sostanziali di natura privata sono codificati nel Codice civile e commerciale, in vigore dal 2468 d.E. (1925) e oggetto di continue modifiche. I regimi procedurali specializzati che sostituiscono il Codice di procedura civile nei rispettivi ambiti includono la Legge sulla procedura per le controversie in materia di consumo del 2551 (2008), le disposizioni relative alle azioni collettive inserite nel Codice di procedura civile dalla Legge di modifica del Codice di procedura civile (n. 26) del 2558 (2015), la Legge sull’arbitrato del 2545 (2002), la Legge sul Fallimento B.E. 2483 (1940), la Legge sulla Procedura del Lavoro B.E. 2522 (1979) e le leggi istitutive dei tribunali specializzati sopra elencati. Laddove una legge specializzata non si pronunci, il CPC si applica come norma residuale. I riferimenti autorevoli in lingua thailandese sono pubblicati sul portale dell’Ufficio della Magistratura all’indirizzo coj.go.th e sulla banca dati legislativa dell’Ufficio del Consiglio di Stato all’indirizzo krisdika.go.th.

Termini di legge per i procedimenti giudiziari

La legge sui termini procedurali B.E. 2565 (2022), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 25 ottobre 2022 ed entrata in vigore il 23 gennaio 2023, impone a ogni organo giudiziario, compresi i tribunali, di rendere pubblici i tempi previsti per il completamento di ciascuna fase procedurale. In attuazione della legge, il 18 gennaio 2023 il Presidente della Corte Suprema ha emanato il Regolamento giudiziario sui tempi di esame delle cause contenzioso della Corte di giustizia B.E. 2566 (2023). Il regolamento prevede un termine di un anno per le cause civili contenzioso di primo grado, da sei mesi a un anno presso la Corte d’appello e un anno presso la Corte Suprema per le cause ammesse su autorizzazione. Qualora una fase superi i termini prescritti, le parti possono richiedere una spiegazione, alla quale il tribunale deve rispondere entro 15 giorni. La legge non prevale sulla discrezionalità nella gestione dei casi, ma ha visibilmente accelerato il ritmo dei procedimenti che in precedenza erano in fase di stallo, in particolare nelle cause commerciali dinanzi al Tribunale civile.

Competenza giurisdizionale e foro competente

L'articolo 4, paragrafo 1, del Codice di procedura civile stabilisce che, di norma, l'atto di citazione debba essere depositato presso il tribunale nella cui giurisdizione territoriale è domiciliato il convenuto, oppure presso il tribunale nella cui giurisdizione territoriale è sorta la causa dell'azione. Qualora la controversia riguardi beni immobili, l’articolo 4 ter richiede la presentazione della domanda presso il tribunale del luogo in cui si trova il bene, indipendentemente dal domicilio del convenuto. Le opzioni di presentazione parallela consentono spesso una scelta strategica tra i tribunali; la scelta di un foro più vicino alla maggior parte delle prove, dei testimoni o dei beni può incidere in modo significativo sui costi e sui tempi. Per un convenuto che non sia domiciliato in Thailandia e nei confronti del quale non sia sorta alcuna causa di azione in Thailandia, la Sezione 4 ter consente di presentare l’azione presso il tribunale del domicilio dell’attore o presso il Tribunale civile di Bangkok. L’attore non può suddividere un’unica causa di azione tra diversi tribunali, e le clausole contrattuali di scelta del foro sono riconosciute purché non siano contrarie all’ordine pubblico.

Termini di prescrizione

Le norme thailandesi in materia di prescrizione sono disciplinate dal Titolo VI, Libro I del Codice civile e commerciale (articoli da 193/9 a 193/35) e da numerose disposizioni specifiche presenti nei vari codici e nelle leggi speciali. È fondamentale sottolineare che il tribunale non solleva d’ufficio l’eccezione di prescrizione. Ai sensi dell’articolo 193/29 del Codice civile e commerciale, il tribunale non può respingere una domanda per motivi di prescrizione a meno che il convenuto non la invochi. La conclusione pratica per le parti in causa è quella di calcolare attentamente il termine e di presentare la domanda ben prima della sua scadenza.

Tipo di richiestaTermine di prescrizioneBase giuridica
Disposizione generale di carattere generico (senza un periodo specifico previsto dalla legge)10 anniArt. 193, n. 30, del Codice civile
Pagamenti periodici di interessi, affitti, stipendi, pensioni5 anniArt. 193, n. 33, del Codice civile
Commercianti, produttori, artigiani, trasportatori, albergatori, ristoratori (consegna di merci, prestazione di servizi)2 anniArt. 193, n. 34, del Codice civile
Stipendi, vitto, noleggio di beni mobili, onorari di professionisti (avvocati, medici, ingegneri)2 anniArt. 193, n. 34, del Codice civile
Il diritto civile, a partire dal giorno in cui la parte lesa è venuta a conoscenza del danno e dell'autore del fatto illecito1 anno, ma in ogni caso 10 anni dal verificarsi del fatto illecitoArticolo 448 del Codice civile
Il reato civile che costituisce un reato penale con un termine di prescrizione più lungoSi applica il termine di prescrizione penale (fino a 20 anni)Art. 448, comma 2, del Codice civile
Crediti accertati con sentenza definitiva o con atto transattivo10 anniCCC, articolo 193, paragrafo 32
Lettere di cambio contro gli accettanti3 anni dalla data di scadenzaCCC, articolo 1001
Trasporto marittimo di merci (danni al carico)1 annoLegge sul trasporto marittimo di merci (B.E. 2534), articolo 46
Richiesta di risarcimento nei confronti dell'assicuratore2 anni dalla data del sinistroArticolo 882 del Codice penale
Procedimento per l'esecuzione di un lodo arbitrale straniero3 anni dalla data in cui la sentenza è diventata esecutivaLegge sull'arbitrato del 2545 (B.E.), articolo 42

La prescrizione può essere interrotta mediante un riconoscimento scritto del debito, un pagamento parziale, la costituzione di una garanzia o l’avvio di un’azione legale, di un procedimento arbitrale o di una procedura fallimentare. Una volta interrotta, il termine ricomincia a decorrere dalla data dell’evento interruttivo, ai sensi dell’articolo 193, comma 15, del Codice civile. Una semplice lettera di sollecito non interrompe la prescrizione, a meno che non ottenga un riconoscimento scritto da parte del debitore.

Comportamento pre-contenzioso

Sebbene il diritto processuale civile thailandese non imponga alcun protocollo formale precontenzioso equivalente a quelli delle giurisdizioni di common law, una lettera di diffida redatta correttamente è praticamente indispensabile nella pratica. Diverse disposizioni sostanziali del Codice di procedura civile (CCC), comprese quelle relative all’inadempienza del debitore (art. 204) e alla maturazione degli interessi (art. 224), richiedono una data di scadenza stabilita o una notifica di diffida prima che il debitore sia dichiarato inadempiente e che gli interessi legali inizino a decorrere. Una lettera di richiesta di pagamento crea inoltre una traccia documentale che rafforza le prove successive, dimostra la buona fede dinanzi al tribunale e consente l’accesso alla mediazione pre-contenziosa ai sensi dell’articolo 20 ter.

Mediazione sotto la supervisione del tribunale prima della presentazione della domanda

Dal 7 novembre 2020, data di entrata in vigore della Legge di modifica del Codice di procedura civile (n. 32) B.E. 2563 (2020), la Thailandia offre un servizio gratuito di mediazione pre-contenziosa ai sensi dell’articolo 20 ter del Codice di procedura civile. Una parte può presentare istanza al tribunale affinché convochi la controparte in mediazione prima del deposito di qualsiasi atto di citazione. Non sono previste spese processuali, la procedura è riservata e, se si raggiunge un accordo, le parti possono richiedere al tribunale di emettere una sentenza consensuale immediatamente esecutiva. La procedura non è disponibile per le cause di valore superiore a 5 milioni di THB, ad eccezione delle controversie relative alla proprietà dei terreni o tra eredi, ed è esclusa per le questioni riguardanti la personalità giuridica o i diritti familiari dei minori. La mediazione può essere condotta di persona o, sempre più spesso, online attraverso le piattaforme di mediazione della Corte di giustizia gestite dal Thailand Mediation Center (ศูนย์ไกล่เกลี่ยวข้อพิพาท) sotto l’egida dell’Ufficio della magistratura. Per le controversie commerciali che rientrano nella soglia prevista, questo strumento può ridurre mesi di contenzioso a un’unica udienza.

Avvio del procedimento legale

Presentazione della denuncia e spese processuali

Il procedimento civile ha inizio con il deposito dell’atto di citazione (kham fong, คำฟ้อง), un atto scritto in cui sono indicati le parti, il motivo dell’azione, il provvedimento richiesto e l’ammontare del risarcimento o il valore della pretesa. L'atto di citazione deve essere redatto in lingua thailandese; i documenti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione certificata in thailandese ai sensi dell'articolo 46 del CPC. L'atto di citazione deve essere firmato dall'attore o da un legale in possesso di una procura valida redatta secondo il modello thailandese (bai mob amnaj, ใบมอบอำนาจ).

Le spese processuali sono disciplinate dall’Allegato 1 al Codice di procedura civile (il Tariffario delle spese processuali, ตาราง ใ ท้ายกฎหมายวิธีพิจารณาความแพ่ง) e dalla relativa comunicazione dell’Ufficio della magistratura in materia di spese processuali. Le spese devono essere versate al momento del deposito e fanno parte delle spese che saranno infine addebitate alla parte soccombente.

Tipo di richiestaSpese processuali
Credito pecuniario fino a 50 milioni di THBIl 2% dell'importo richiesto, con un limite massimo di 200.000 THB per grado di giudizio
Credito di natura pecuniaria superiore a 50 milioni di THB0,1% sulla quota eccedente i 50 milioni di THB, oltre al limite massimo di 200.000 THB
Richiesta non pecuniaria (sentenza dichiarativa, ingiunzione permanente, adempimento specifico)200 THB per sinistro
Causa di modesta entità dinanzi al tribunale di quartiere (importo della richiesta ≤ 300.000 THB)Stessa aliquota percentuale, ma con procedure di citazione e processo semplificate
Causa in materia di consumo in cui il consumatore è l'attoreEsente dal pagamento delle spese processuali ai sensi dell'articolo 18 della Legge sulla procedura per le controversie in materia di consumo del 2551 (2008)
Causa di diritto del lavoro in cui il dipendente è l'attoreEsente dal pagamento delle spese processuali ai sensi dell'articolo 27 della Legge sulla procedura del lavoro dell'anno buddista 2522 (1979)
Presentazione di un ricorso o di un ricorso DikaLa stessa percentuale prevista per la richiesta di risarcimento sottostante, da corrispondere nuovamente ad ogni grado di giudizio
Richiesta di mediazione preliminare ai sensi dell'articolo 20 terNessuna tassa giudiziaria

I ricorrenti indigenti possono richiedere l'esonero dal pagamento delle spese ai sensi degli articoli da 155 a 156/1 del Codice di procedura civile (CPC) presentando una dichiarazione giurata di impossibilità di pagare; la richiesta viene esaminata in sede di udienza ex parte e, se accolta, il procedimento prosegue senza pagamento anticipato, fatta salva la facoltà del tribunale di ordinare il pagamento a valere sull'importo recuperato. Le spese processuali possono essere calcolate utilizzando il calcolatore ufficiale della Corte di giustizia all'indirizzo fees.coj.go.th/courtfees.

Presentazione elettronica tramite la piattaforma CIOS

Dal 27 marzo 2020, la Corte di giustizia gestisce il Servizio online integrato della Corte (CIOS, ระบบบริการออนไลน์ศาลยุติธรรม) all’indirizzo cios.coj.go.th. Gli avvocati iscritti all’albo possono caricare atti successivi, monitorare lo stato delle cause e ricevere notifiche elettroniche presso tutti i tribunali della Corte di giustizia, compresi i tribunali specializzati. Un portale separato per il deposito elettronico dei cittadini, all'indirizzo efiling3.coj.go.th/citizen, consente alle parti in causa di presentare elettronicamente una denuncia, una risposta, un ricorso o un'istanza Dika, insieme al pagamento online delle spese processuali. I documenti devono essere in formato JPEG o PDF, di dimensioni non superiori a 10 MB per file e con una risoluzione minima di 200 dpi.

Notifica degli atti processuali

Una volta accolta la denuncia, il tribunale emette un atto di citazione (mai riak, หมายเรียก) che viene notificato dagli ufficiali giudiziari. La notifica personale costituisce la regola generale. La notifica per presunzione mediante affissione presso il domicilio del convenuto e la notifica sostitutiva mediante pubblicazione, tramite posta raccomandata, tramite l’ambasciata o il consolato thailandese, o con altri mezzi che il tribunale ritenga necessari, sono consentite in circostanze ben definite ai sensi degli articoli da 74 a 79 del Codice di procedura civile. Il convenuto ha 15 giorni di tempo per depositare la risposta se la notifica avviene in Thailandia, oppure 30 giorni dalla data della notifica se il convenuto si trova all’estero e la notifica viene effettuata con mezzi internazionali ai sensi dell’articolo 83-octies. La mancata presentazione di una risposta comporta un procedimento in contumacia ai sensi degli articoli da 198 a 204 e, dopo la presentazione delle prove dell’attore, una sentenza in contumacia che può essere annullata previa dimostrazione di una causa scusabile entro 15 giorni dalla data in cui il convenuto viene a conoscenza della sentenza.

Risposta del convenuto

La replica (kham hai gan, คำให้การ) deve rispondere in modo specifico a ciascuna contestazione. Ai sensi dell’articolo 177 del CPC, le contestazioni non contestate si considerano ammesse. Una contestazione generica non è sufficiente; la replica deve rispondere paragrafo per paragrafo. Una domanda riconvenzionale (fong yaeng, ฟ้องแย้ง) può essere sollevata nella stessa risposta se riguarda la stessa transazione o è altrimenti sufficientemente connessa alla domanda principale, e una domanda contro terzi può essere proposta nei confronti di persone non ancora parti in causa ai sensi degli articoli 57 e 58. Il convenuto paga la stessa percentuale di spese processuali su una domanda riconvenzionale di natura pecuniaria che l’attore ha pagato sulla domanda originaria.

Convocazione di altre parti, domande riconvenzionali e azioni collettive

Ai sensi degli articoli da 57 a 60 del Codice di procedura civile (CPC), più attori o convenuti possono essere chiamati a partecipare a un unico procedimento qualora i loro diritti o le loro responsabilità derivino dalla stessa transazione o qualora le questioni oggetto del contenzioso siano comuni a tutti loro. Nell’ambito dello stesso quadro normativo sono ammesse le domande riconvenzionali tra co-convenuti e le domande di intervento di terzi. Ai sensi dell’articolo 21, il tribunale dispone di ampi poteri di gestione del procedimento per riunire o separare le domande nell’interesse della giustizia.

Azioni collettive

Gli articoli da 222/1 a 222/49 del CPC, inseriti dalla Legge di modifica del Codice di procedura civile (n. 26) B.E. 2558 (2015) ed entrati in vigore l’8 dicembre 2015, hanno introdotto un regime di azione collettiva modellato in parte sulla Federal Rule 23 degli Stati Uniti. La certificazione della classe richiede che il tribunale accerti che la classe proposta abbia membri identificabili, questioni comuni di diritto o di fatto, che l’azione collettiva sia più efficiente rispetto ai procedimenti individuali e che la parte rappresentativa proposta possa tutelare in modo equo e adeguato gli interessi della classe. La notifica ai membri della classe è obbligatoria e viene tipicamente pubblicata su un importante quotidiano thailandese per tre giorni consecutivi, con il tribunale che si riserva la facoltà di richiedere mezzi aggiuntivi, tra cui la pubblicazione online e la posta diretta. I risarcimenti vengono calcolati su base aggregata. Il tribunale può concedere al legale della classe un compenso incentivante fino al 30% del risarcimento ottenuto ai sensi della Sezione 222/37, un’eccezione al divieto generale di accordi di contingenza che ha reso i procedimenti collettivi finanziariamente sostenibili nei casi di tutela dei consumatori, titoli, ambiente e pratiche commerciali sleali.

Misure provvisorie e cautelari

Le misure provvisorie mirano a preservare lo status quo o a garantire l’esecuzione della sentenza definitiva contro la dissipazione dei beni. Il quadro generale è disciplinato dagli articoli da 254 a 270 del Codice di procedura civile, integrati da disposizioni parallele contenute negli atti procedurali specialistici. L’attore può presentare istanza contestualmente all’atto di citazione o in qualsiasi momento prima della sentenza, anche ex parte, ma deve dimostrare la fondatezza prima facie della causa e l’esistenza di un rischio reale e dimostrabile di danno o di dissipazione dei beni. Al richiedente può essere richiesto di costituire una garanzia a tutela del convenuto contro un provvedimento provvisorio ingiustificato.

Sequestro conservativo dei beni

L'articolo 254, paragrafo 1, autorizza il tribunale a sequestrare o pignorare i beni oggetto della controversia o i beni del convenuto prima della sentenza, al fine di garantire l'eventuale esecuzione della sentenza. Il ricorrente deve dimostrare che il convenuto intende sottrarre i beni alla sua portata o ha iniziato a farlo. Il sequestro conservativo viene registrato presso l’autorità competente (il Dipartimento del Catasto per i beni immobili, il Dipartimento per lo Sviluppo Economico per le azioni, il Dipartimento dei Trasporti Terrestri per i veicoli) e il convenuto non può disporre del bene senza l’autorizzazione del tribunale.

Provvedimento cautelare

L'articolo 254, paragrafo 2, autorizza il tribunale a emettere un'ingiunzione provvisoria che impedisca al convenuto di ripetere o proseguire un atto illecito o una violazione contrattuale durante la pendenza del procedimento. L'articolo 254, paragrafo 3, autorizza il tribunale a ordinare a un conservatore del registro di sospendere l'iscrizione, la modifica o la cancellazione di un'iscrizione relativa al bene oggetto della controversia, un provvedimento particolarmente importante nelle controversie relative ad azioni, terreni e proprietà intellettuale.

Arresto preventivo e detenzione

L'articolo 254, paragrafo 4, autorizza l'arresto e la detenzione provvisori dell'imputato qualora l'attore dimostri che questi sta per fuggire dal Paese o stia occultando beni in modo tale da rendere inapplicabile qualsiasi futura sentenza. Si tratta di un provvedimento raramente utilizzato nella pratica commerciale, ma che rimane in vigore e viene occasionalmente invocato nei casi di frode.

Il nostro dipartimento specializzato in ingiunzioni e ordinanze restrittive si occupa delle richieste relative all’intera gamma di provvedimenti provvisori previsti dagli articoli da 254 a 270, dal sequestro conservativo d’urgenza ex parte dei conti bancari alle ordinanze del tribunale volte a preservare le prove in casi di frode e di violazione contrattuale.

Mediazione e transazione durante il processo

Anche dopo la presentazione dell’atto di citazione, la transazione rimane un elemento centrale del procedimento civile thailandese. L’articolo 20 del Codice di procedura civile (CPC) conferisce al tribunale la facoltà di tentare la conciliazione in qualsiasi fase; nella pratica, la prima udienza è quasi sempre dedicata alla mediazione, condotta dal giudice del merito o da un mediatore nominato dal tribunale e proveniente dal Centro di mediazione thailandese. Una transazione ridotta a un compromesso registrato dal tribunale (sanya prachakhom, สัญญาประนีประนอมยอม) ha forza di sentenza definitiva ai sensi dell’articolo 138 del CPC e può essere eseguita tramite il Dipartimento di Esecuzione Forense allo stesso modo di una sentenza contenziosa. I vantaggi della transazione, tra cui la riservatezza, la certezza del recupero e l’evitare anni di appelli, sono notevoli, e i tribunali thailandesi misurano le proprie prestazioni in parte in base ai tassi di successo della mediazione.

Il nostro dipartimento di mediazione e conciliazione assiste i clienti sia nella fase di mediazione precontenziosa che in quella giudiziaria, mentre il nostro team di negoziazione getta le basi strategiche che spesso determinano l’esito dell’udienza di mediazione.

Le parti di un contratto commerciale possono anche aver concordato il ricorso all’arbitrato prima che insorga una controversia. Qualora esista un accordo di questo tipo, il tribunale è tenuto, su richiesta del convenuto ai sensi dell’articolo 14 della Legge sull’arbitrato del 2545 (2002), a sospendere il procedimento e a deferire la controversia al collegio arbitrale concordato. Indicazioni pratiche su tali collegi sono riportate nella nostra sezione dedicata all’arbitrato in Thailandia e alla risoluzione alternativa delle controversie.

Divulgazione, produzione di documenti e prove

I tribunali thailandesi non dispongono di una procedura di discovery paragonabile a quelle delle giurisdizioni di common law. Ciascuna parte è responsabile della raccolta e della produzione delle prove a sostegno della propria tesi. Non sussiste alcun obbligo di divulgazione reciproca volontaria, né sono previste deposizioni o interrogatori promossi dalle parti. Il tribunale può tuttavia ordinare la produzione di documenti specifici ai sensi dell’articolo 88 del CPC su richiesta di una parte che sia in grado di identificare il documento, dimostrare che esso si trova in possesso o sotto il controllo dell’altra parte o di un terzo e dimostrarne la rilevanza ai fini della causa. Il tribunale può inoltre citare in giudizio un testimone terzo o richiedere la produzione di un documento ai sensi degli articoli da 106 a 108.

Elenco dei testimoni e dei documenti

Ciascuna parte deve depositare un elenco dei testimoni e dei documenti (buncheh phayan, บัญชีพยาน) almeno sette giorni prima della data della prima udienza istruttoria, indicando i testimoni da chiamare a deporre e i documenti su cui si intende basarsi, ai sensi degli articoli 88 e 90 del Codice di procedura civile. La presentazione tardiva richiede l’autorizzazione del tribunale ed è consentita solo qualora si dimostri che le prove non avrebbero potuto essere individuate prima nonostante una ragionevole diligenza. Ai sensi dell’articolo 90, è obbligatorio notificare copie delle prove documentali alla controparte almeno sette giorni prima dell’udienza.

Onere della prova

La parte che sostiene un fatto ha l'onere di provarlo, principio sancito dall'articolo 84, paragrafo 1, del Codice di procedura civile. Lo standard probatorio nelle cause civili è la preponderanza delle prove (nam nak haeng phayan lakthan, น้ำหนักแห่งพยานหลักฐาน), che i tribunali interpretano in linea con il principio di diritto civile della convinzione intima: il giudice deve essere convinto sulla base del bilanciamento delle prove presentate. Le presunzioni legali a favore di una parte trasferiscono l’onere alla parte avversa una volta soddisfatte le condizioni minime.

Prove documentali

I documenti costituiscono l’elemento fondamentale del contenzioso thailandese. Ai sensi dell’articolo 93 del Codice di procedura civile (CPC), sono preferibili gli originali; le copie autenticate sono ammissibili qualora l’originale non sia disponibile, e il tribunale attribuisce loro il peso che ritiene opportuno. I documenti redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in thailandese, e il traduttore deve attestare per iscritto l’accuratezza della traduzione. I documenti pubblici redatti all’estero devono generalmente essere autenticati da funzionari diplomatici o consolari thailandesi (legalizzazione consolare) prima di poter essere utilizzati in sede processuale. La Thailandia ha approvato l’adesione alla Convenzione dell’Aia sull’Apostille con delibera del Consiglio dei Ministri del 9 dicembre 2025, ma alla data del presente articolo lo strumento di adesione non era ancora stato depositato presso il depositario all’Aia e la Convenzione non è ancora in vigore per la Thailandia. Fino al completamento dell’adesione, la legalizzazione consolare tradizionale tramite il Dipartimento degli Affari Consolari del Ministero degli Affari Esteri (กรมการกงสุล) all’indirizzo consular.mfa.go.th rimane la via più sicura.

Testimonianza

I testimoni rendono la loro testimonianza orale sotto giuramento. L’articolo 95 del Codice di procedura civile limita l’ammissibilità delle dichiarazioni rese fuori dal tribunale (testimonianza indiretta) ai fini di provare la veridicità del loro contenuto, salvo nei casi in cui non sia disponibile una testimonianza diretta, le circostanze circostanti rendano attendibile la testimonianza indiretta e la sua ammissione sia nell’interesse della giustizia. Le dichiarazioni dei testimoni possono essere scambiate prima del processo, previa autorizzazione del tribunale, al fine di snellire l’interrogatorio principale, dopodiché il testimone è sottoposto a controinterrogatorio e a un nuovo interrogatorio. Il tribunale può, d’ufficio o su richiesta di una parte, citare un testimone, e il rifiuto di presentarsi senza una giustificazione legittima costituisce oltraggio alla corte ai sensi degli articoli 31 e 33 del CPC. La testimonianza in diretta tramite videoconferenza è sempre più comune, in particolare nei casi dinanzi al CIPITC e nelle questioni in cui il testimone si trova all’estero, in linea con il Regolamento della Corte di giustizia sulle udienze elettroniche B.E. 2563 (2020).

Perizia

La consulenza tecnica è disciplinata dagli articoli 99 e 130 del Codice di procedura civile. Il tribunale può nominare un perito neutrale; le parti possono inoltre nominare i propri periti, le cui relazioni vengono prodotte come prove. Il controinterrogatorio dei periti è consentito ed è prassi consolidata nelle controversie di natura tecnica, quali quelle relative all’edilizia, alla responsabilità professionale medica, alla valutazione della proprietà intellettuale e al risarcimento dei danni finanziari. Qualora i periti non siano concordi, il tribunale può ordinare una riunione dei periti al fine di ridurre le divergenze e individuare una base fattuale comune.

Privilegio e segreto professionale

La Thailandia tutela la riservatezza delle comunicazioni tra avvocato e cliente ai sensi dell’articolo 92 del Codice di procedura civile (CPC), che conferisce all’avvocato il diritto di rifiutarsi di divulgare documenti o informazioni riservate affidategli da una parte nell’ambito della sua attività professionale. Tale tutela si estende alla consulenza legale, ai pareri e al materiale di lavoro prodotto in relazione a tale consulenza. La Legge sugli avvocati B.E. 2528 (1985) e il Codice deontologico del Consiglio degli avvocati della Thailandia (สภาทนายความ) rafforzano tale obbligo come questione di disciplina professionale. Il privilegio è fatto valere dall’avvocato, ma il tribunale può imporre la divulgazione se la motivazione del rifiuto non è soddisfacente o se la comunicazione è stata effettuata a scopo di frode o reato. Anche i segreti di Stato e le informazioni protette dalla legge sulla proprietà intellettuale sono coperti dall’articolo 92. Non esiste un privilegio separato per il lavoro svolto o per i consulenti legali interni in quanto tale, sebbene nella pratica il tribunale tuteli la riservatezza qualora il consulente legale interno sia titolare di una licenza ai sensi della Legge sugli avvocati.

Processo e sentenza

Una volta definite le memorie e scambiati gli elenchi delle prove, il tribunale tiene un'udienza istruttoria durante la quale i testimoni rendono la loro deposizione, vengono prodotti i documenti e le parti procedono al controinterrogatorio. Le conclusioni finali vengono solitamente depositate per iscritto entro 30 giorni dalla chiusura dell'istruttoria, sebbene il tribunale possa abbreviare tale termine. Le sentenze devono essere pronunciate, in linea di principio, entro un anno dalla presentazione della domanda in primo grado ai sensi della Legge sui termini processuali del 2022, sebbene la complessità del caso e il comportamento delle parti possano prolungare i tempi.

La sentenza deve contenere l’esposizione dei fatti, le questioni oggetto di decisione, le conclusioni su ciascuna questione e il dispositivo ai sensi dell’articolo 141 del Codice di procedura civile. L’articolo 142 impone al tribunale di concedere il provvedimento richiesto in merito alle questioni sollevate, né più né meno; al tribunale è vietato concedere quanto non sia stato richiesto, salvo per le conseguenze accessorie previste dalla legge, quali gli interessi. L'articolo 145 sancisce l'efficacia vincolante di una sentenza definitiva tra le parti (res judicata, พิพากษาเด็ดขาด) e può essere invocata come eccezione in qualsiasi procedimento successivo che sollevi la stessa causa di azione tra le stesse parti.

Risarcimenti e rimedi

Risarcimento danni

Il risarcimento dei danni mira a riportare la parte lesa nella situazione in cui si sarebbe trovata se l’atto illecito o la violazione non fossero avvenuti, limitandosi alle perdite che costituiscono la conseguenza naturale e diretta della violazione o dell’atto illecito e che erano prevedibili, ai sensi degli articoli 222 e 223 del Codice civile. L’onere della prova dell’entità del danno spetta all’attore. Sono esclusi i danni speculativi o remoti. Laddove sia impossibile una quantificazione esatta ma sia accertata la perdita, il tribunale può stimarne l’importo a sua discrezione sulla base delle prove presentate, secondo un approccio derivante dalla giurisprudenza della Corte Suprema (Dika) in materia di illeciti civili e danni contrattuali.

Interessi legali e di mora

A seguito della modifica del Codice civile e commerciale (CCC) apportata dal Decreto d’urgenza che modifica il Codice civile e commerciale dell’anno buddista 2564 (2021), entrata in vigore l’11 aprile 2021, il tasso d’interesse legale ai sensi dell’articolo 7 del CCC è pari al 3% annuo sui crediti pecuniari per i quali non sia stato fissato alcun tasso per accordo o per legge. Tale tasso viene rivisto ogni tre anni con decreto reale su raccomandazione del Ministero delle Finanze. L’articolo 224 fissa il tasso di interesse di mora al 3% (il tasso di cui all’articolo 7) più un supplemento del 2%, per un totale del 5% annuo, a meno che il creditore non abbia diritto, per contratto o per legge, a un tasso più elevato. L'articolo 224/1 prevede che, per i debiti rateali, gli interessi di mora maturino solo sull'importo del capitale scaduto della rata non pagata, e qualsiasi accordo contrario è nullo.

Risarcimento punitivo

Nei normali procedimenti civili non è prevista la concessione di danni punitivi. Le principali eccezioni riguardano le cause in materia di consumo ai sensi dell’articolo 42 della Legge sulla procedura in materia di consumo del 2551 (2008), in cui il tribunale può concedere un risarcimento fino a cinque volte superiore al danno effettivo in caso di comportamento doloso o gravemente negligente da parte del fornitore, nonché le azioni collettive, in cui sono previsti compensi aggiuntivi a titolo di incentivo per i rappresentanti.

Adempimento specifico e provvedimento inibitorio

I tribunali thailandesi possono ordinare l’adempimento specifico di un contratto ai sensi dell’articolo 213 del Codice civile thailandese (CCC) qualora il risarcimento dei danni risulti un rimedio inadeguato e l’obbligo sia suscettibile di esecuzione coattiva, in particolare nelle controversie relative al trasferimento di beni immobili, azioni e beni unici. È possibile ottenere ingiunzioni permanenti nei casi di illecito civile per impedire il protrarsi di illeciti, nei casi di proprietà intellettuale per vietare la violazione e nei casi di concorrenza sleale. Ai sensi dell’articolo 55 del Codice di procedura civile (CPC), è possibile ottenere sentenze dichiarative che confermino o neghino un diritto legale, purché si dimostri che la controversia è matura e concreta.

Spese e onorari degli avvocati

Alla parte soccombente viene generalmente imposto di sostenere le spese processuali e una modesta quota legale delle spese legali della parte vincente, fissata in conformità all’Allegato 6 del Codice di procedura civile (CPC), che prevede una scala mobile basata sul valore della domanda. In pratica, i tribunali thailandesi concedono solo una somma simbolica (in genere da 5.000 a 50.000 THB in primo grado) che ha ben poco a che vedere con le spese legali effettive. Le spese per i testimoni, i costi di traduzione e interpretariato e gli onorari degli ufficiali giudiziari possono essere aggiunti ai sensi degli articoli da 161 a 166.

I compensi basati esclusivamente sul risultato, calcolati come percentuale dell’importo recuperato e dovuti solo in caso di esito positivo, sono stati storicamente considerati contrari all’ordine pubblico secondo la consolidata dottrina della Corte Suprema. Una sentenza della Corte Suprema del 2020 (Dika) ha riconosciuto come esecutivo un accordo in cui il compenso dell’avvocato era fissato al 30% dell’importo effettivamente recuperato, segnalando un parziale allentamento della vecchia norma, sebbene la posizione rimanga sfumata. Gli accordi ibridi che combinano un onorario orario ridotto o fisso con un premio di successo calibrato sono ampiamente accettati nel contenzioso commerciale, a condizione che l’accordo sia equo, redatto per iscritto e firmato prima dell’inizio di un lavoro sostanziale, e purché siano preservate l’indipendenza dell’avvocato e la sua lealtà primaria nei confronti del cliente.

Finanziamento delle cause legali

In Thailandia non esiste un regime normativo che disciplini il finanziamento di cause legali da parte di terzi. La Corte Suprema, in due sentenze, ha ritenuto che il finanziamento da parte di terzi sia contrario all’ordine pubblico nei casi in cui il finanziatore non abbia un interesse preesistente nella controversia e l’accordo equivalga a una speculazione commerciale sull’esito del contenzioso. Al contrario, qualora la parte finanziatrice abbia un interesse diretto nella controversia (ad esempio una società madre che finanzia la propria controllata, un assicuratore che finanzia una richiesta di risarcimento per surrogazione o un coinvestitore che finanzia un'azione degli azionisti), i tribunali thailandesi hanno riconosciuto che il finanziamento non è contrario all'ordine pubblico poiché il finanziatore agisce per tutelare il proprio interesse. La legge non richiede la comunicazione del finanziamento al tribunale, ma potrebbe essere necessario renderlo noto qualora vengano sollevati presunti conflitti di interesse. Il finanziamento da parte di terzi è sempre più diffuso nei casi commerciali di maggiore entità in cui il finanziatore ha un nesso economico con la richiesta di risarcimento, ed è ammesso nell’arbitrato con la stessa riserva. L’assicurazione post-evento è poco comune. L’autofinanziamento attraverso un accordo ibrido sulle spese e premi condizionati al successo è la struttura più comune per i ricorrenti sensibili ai costi.

Ricorsi

La parte soccombente può presentare ricorso dinanzi alla Corte d’Appello (o alla Corte d’Appello per le cause specializzate, per le questioni provenienti da un tribunale di primo grado specializzato) entro un mese dalla data di lettura della sentenza in udienza, ai sensi dell’articolo 229 del Codice di procedura civile. I ricorsi devono essere presentati al tribunale di primo grado, il quale trasmette il fascicolo alla corte d’appello previo pagamento della tassa. L'atto di appello deve specificare i motivi su cui si fonda il ricorso, sia di fatto che di diritto, e deve essere accompagnato dal pagamento della tassa di cancelleria prevista, calcolata sulla stessa base percentuale della domanda originaria e con un limite massimo di 200.000 THB.

Un ricorso in appello non sospende automaticamente l’esecuzione; il debitore giudiziario deve richiedere la sospensione ai sensi dell’articolo 231 e può essere tenuto a costituire una garanzia. Le udienze dinanzi alla Corte d’appello si basano in gran parte sugli atti processuali, sebbene il tribunale possa, in circostanze eccezionali, ordinare la produzione di prove aggiuntive ai sensi dell’articolo 240. A seguito della modifica del 2015, un ulteriore ricorso alla Corte Suprema (Dika) richiede l’autorizzazione entro un mese ai sensi della Sezione 247 ed è riservato a casi che comportano questioni giuridiche rilevanti, conflitti giurisprudenziali o un interesse pubblico più ampio. Il Comitato per le autorizzazioni della Corte Suprema esamina le istanze e concede l’autorizzazione solo in una piccola minoranza di casi.

Esecuzione delle sentenze nazionali

Un attore che abbia ottenuto una sentenza favorevole e non riceva il pagamento volontario deve far eseguire la sentenza tramite il Dipartimento per l’Esecuzione Forense (LED, กรมบังคับคดี) del Ministero della Giustizia, che dispone di uffici in tutto il Paese. L’attore deve presentare istanza di esecuzione entro 10 anni dalla data in cui la sentenza diventa definitiva, ai sensi dell’articolo 274 del Codice di Procedura Civile; tale termine di 10 anni è un termine perentorio e le istanze presentate dopo la sua scadenza vengono respinte senza esame nel merito. Il LED procede quindi al pignoramento e alla vendita dei beni mobili e immobili del debitore, al pignoramento di conti bancari, stipendi e crediti, nonché alla registrazione di privilegi sui beni immobili. Il recupero effettivo dipende spesso dalla qualità dell’indagine patrimoniale condotta prima della sentenza, poiché la Thailandia non dispone di un registro pubblico dei conti bancari e il recupero autonomo non è consentito. L' efficace esecuzione delle sentenze e dei lodi arbitrali è una disciplina che dovrebbe essere pianificata sin dall'inizio di ogni controversia, e il nostro team di recupero crediti e pignoramento collabora con il LED nelle procedure di sequestro, pignoramento e vendita a Bangkok e nelle province.

Riconoscimento ed esecuzione delle sentenze straniere

La Thailandia non è parte di alcun trattato bilaterale o multilaterale relativo all’esecuzione reciproca delle sentenze straniere, non ha aderito alla Convenzione dell’Aia del 2019 sulle sentenze e non applica alcun regime normativo per la registrazione diretta delle sentenze straniere. In base a una dottrina consolidata, confermata dalle decisioni della Corte Suprema (Dika), tra cui la decisione Dika n. 585/2461 e la giurisprudenza che ne è seguita, una sentenza straniera non è direttamente esecutiva in Thailandia. La parte vincente deve riproporre la causa di merito dinanzi a un tribunale thailandese, dove la sentenza straniera può essere ammessa solo come prova documentale dei fatti accertati e dell’obbligo dovuto. Sono tipicamente richieste tre condizioni affinché una sentenza straniera abbia valore probatorio persuasivo: (i) deve essere definitiva e non soggetta a ricorso ordinario nella giurisdizione che l’ha emessa; (ii) deve essere stata emessa da un tribunale avente competenza personale e in materia secondo gli standard di tale giurisdizione; e (iii) non deve essere contraria all’ordine pubblico o al buon costume della Thailandia. Il nuovo procedimento deve essere avviato entro il termine di prescrizione thailandese applicabile, e la componente in valuta estera viene convertita in baht thailandesi alla data dell’atto illecito o della violazione, rispettivamente per le richieste di risarcimento per illecito civile e per inadempimento contrattuale, ai sensi dell’articolo 196 del Codice Civile thailandese.

Esecuzione dei lodi arbitrali stranieri

La situazione è sostanzialmente diversa per quanto riguarda i lodi arbitrali stranieri. La Thailandia ha aderito alla Convenzione di New York sul riconoscimento e l'esecuzione dei lodi arbitrali stranieri il 21 dicembre 1959, e la Convenzione è entrata in vigore per la Thailandia il 20 marzo 1960. L'articolo 41 della Legge sull'arbitrato B.E. 2545 (2002) prevede l'esecuzione diretta dei lodi stranieri emessi in qualsiasi Stato contraente su istanza presentata al tribunale thailandese competente. L'istanza deve essere presentata entro tre anni dalla data in cui il lodo è diventato esecutivo e deve includere l'originale o una copia autenticata del lodo, l'originale o una copia autenticata della convenzione arbitrale e traduzioni certificate in lingua thailandese di tutti i documenti non redatti in thailandese.

I motivi di rifiuto del riconoscimento ai sensi dell’articolo 43 rispecchiano quelli dell’articolo V della Convenzione di New York: incapacità di una parte, nullità della convenzione arbitrale, violazione del diritto al giusto processo, lodo che esula dall’ambito della controversia, composizione irregolare del collegio arbitrale, lodo non ancora esecutivo o annullato, nonché motivi relativi all’arbitrabilità o all’ordine pubblico. Il tribunale competente per l’esecuzione è il Tribunale civile di Bangkok o il tribunale del luogo in cui si trovano i beni. I tribunali thailandesi applicano un’interpretazione favorevole all’esecuzione, in linea con la prassi internazionale. Ciò spiega la forte preferenza delle controparti internazionali per le clausole arbitrali nei contratti thailandesi, argomento approfondito nella nostra guida all’arbitrato in Thailandia. Le principali istituzioni thailandesi sono il Thai Arbitration Institute (TAI, สถาบันอนุญาโตตุลาการ) sotto l’Ufficio della Magistratura all’indirizzo tai.coj.go.th e il Thailand Arbitration Center (THAC, สถาบันอนุญาโตตุลาการทางเลือก) all’indirizzo thac.or.th; il Regolamento TAI è stato modificato da ultimo nel 2023 e il Regolamento THAC nel 2019.

Procedure specialistiche

Casi relativi ai consumatori

La Legge sulla procedura per le controversie in materia di consumo del 2551 (2008) istituisce un regime accelerato per le controversie tra consumatori e imprese. I consumatori (e i loro rappresentanti legali, compreso l’Ufficio del Comitato per la tutela dei consumatori, สำนักงานคณะกรรมการคุ้มครองผู้บริโภค o OCPB) sono esenti dalle spese processuali, possono presentare ricorso oralmente o mediante modulo scritto semplificato e beneficiano dell’inversione dell’onere della prova su questioni tecniche quali i prodotti difettosi. La legge introduce la presunzione che il fornitore sia in possesso delle informazioni tecniche pertinenti e attribuisce a quest’ultimo l’onere di confutare il nesso causale e l’esistenza del difetto. Ai sensi dell’articolo 42, sono previsti danni punitivi fino a cinque volte superiori al danno effettivo in caso di comportamento doloso o gravemente negligente da parte del fornitore. Il tribunale può inoltre ordinare al fornitore di ritirare, sostituire o riparare il prodotto. Le imprese che citano in giudizio i consumatori, al contrario, seguono la procedura ordinaria del CPC e pagano integralmente le spese processuali. I procedimenti collettivi dei consumatori seguono lo stesso regime, integrando il capitolo generale sulle azioni collettive. Il nostro dipartimento di tutela dei consumatori gestisce le richieste di risarcimento ai sensi della legge e i reclami all’OCPB.

Proprietà intellettuale e commercio internazionale

Il CIPITC ha competenza esclusiva in materia di brevetti, marchi, diritti d’autore, varietà vegetali, segreti commerciali, schemi di semiconduttori, indicazioni geografiche, vendita internazionale di beni, trasporto marittimo, lettere di credito, antidumping e controversie derivanti dalla legge sulla concorrenza commerciale. La procedura è disciplinata dalla Legge sull’istituzione del Tribunale per la proprietà intellettuale e le tecnologie dell’informazione (B.E. 2539) e da una serie di norme specializzate che consentono la testimonianza in diretta di testimoni tramite videoconferenza, l’emissione di ingiunzioni preliminari accelerate, anche contro le violazioni online, e la nomina di giudici associati con competenze tecniche in materia di ingegneria, scienze e commercio. I ricorsi in appello sono di competenza della Corte d’appello per i casi specializzati.

Contenzioso tributario

Le controversie nei confronti delle autorità fiscali, doganali o delle accise vengono sottoposte al Tribunale fiscale centrale dopo aver esaurito il ricorso amministrativo dinanzi alla Commissione di ricorso ai sensi dell’articolo 30 del Codice fiscale. Il ricorrente deve presentare il ricorso entro 30 giorni dal ricevimento della decisione della Commissione, ai sensi dell’articolo 8 della Legge sull’istituzione del Tribunale fiscale del 2528 (1985). Il Tribunale tributario applica norme probatorie meno rigide e può, d’ufficio, raccogliere prove oltre a quelle presentate dalle parti.

Controversie di lavoro

Il Tribunale centrale del lavoro e i tribunali regionali del lavoro applicano la legge sulla procedura in materia di lavoro del 2522 (1979). I dipendenti ricorrenti sono esenti dalle spese processuali, le udienze sono continue e informali e il tribunale può, d’ufficio, ordinare provvedimenti che vanno oltre il risarcimento richiesto, tra cui la reintegrazione, il pagamento degli stipendi arretrati e il risarcimento per licenziamento. La conciliazione è obbligatoria alla prima udienza ai sensi dell’articolo 38 e il tasso di successo è elevato. I ricorsi presentati dal Tribunale del lavoro vengono deferiti direttamente alla Corte d’appello per i casi specializzati ai sensi dell’articolo 54.

Fallimento e risanamento aziendale

Le procedure di insolvenza ai sensi della Legge sul fallimento del 2483 (1940) si svolgono esclusivamente dinanzi al Tribunale fallimentare centrale. La soglia minima di indebitamento per la presentazione di un'istanza di fallimento d'ufficio è pari a 1 milione di THB per le persone fisiche e a 2 milioni di THB per le persone giuridiche. Il risanamento aziendale, modellato sul Capitolo 11 del Codice fallimentare degli Stati Uniti, è accessibile ai debitori con debiti pari ad almeno 10 milioni di THB per le società ordinarie, con soglie inferiori distinte (rispettivamente 2 milioni e 3 milioni di THB) per le persone fisiche e le società a responsabilità limitata nell’ambito del regime di risanamento delle PMI introdotto nel 2016 e successivamente modificato periodicamente. Il regime di risanamento pre-negoziato introdotto con recenti modifiche consente l’approvazione di piani pre-negoziati secondo un calendario accelerato, uno sviluppo importante per le imprese in difficoltà che godono della collaborazione dei creditori. Il Dipartimento di Esecuzione Forense supervisiona il curatore fallimentare e le distribuzioni post-fallimentari.

Famiglia ed eredità

Il Tribunale per i minori e la famiglia si occupa di cause relative a divorzio, affidamento, mantenimento dei figli, paternità, adozione ed eredità che coinvolgono minori, applicando la Legge sul Tribunale per i minori e la famiglia e sulla procedura in materia (B.E. 2553, 2010), oltre alle disposizioni sostanziali dei Libri V e VI del Codice civile thailandese. Il Tribunale ricorre abitualmente all’assistenza di assistenti sociali e mediatori familiari, e la conciliazione è obbligatoria nella maggior parte dei casi. I divorzi stranieri sono riconosciuti solo dopo che un tribunale thailandese ne abbia confermato la compatibilità con l’ordine pubblico e il buon costume thailandesi.

Considerazioni pratiche per le parti in causa straniere

Lingua e traduzione

Il thailandese è la lingua ufficiale di tutti i procedimenti ai sensi dell’articolo 46 del Codice di procedura civile (CPC). Ogni documento redatto in lingua straniera, inclusi contratti, dichiarazioni dei testimoni, certificati societari e procure, deve essere tradotto da un traduttore che ne attesti l’accuratezza. È preferibile che i documenti probatori di importanza cruciale siano tradotti da traduttori certificati iscritti nell’elenco tenuto dal Dipartimento degli Affari Consolari del Ministero degli Affari Esteri. I testimoni che non parlano thailandese rendono la loro testimonianza tramite interpreti autorizzati dal tribunale.

Procure e legalizzazione di documenti

Una parte che non risieda fisicamente in Thailandia deve agire tramite un rappresentante debitamente autorizzato in virtù di una procura redatta davanti a un notaio e legalizzata presso l’ambasciata o il consolato thailandese nel paese di redazione oppure, in prospettiva, munita di apostille una volta che la Convenzione dell’Aia sull’apostille entrerà in vigore per la Thailandia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’adesione il 9 dicembre 2025 e si prevede che la Convenzione entri in vigore in Thailandia circa sei-otto mesi dopo il deposito dello strumento di adesione. Fino a quel momento, la prassi conservativa prevede la legalizzazione consolare completa. La procura deve essere redatta nel modulo thailandese prescritto (bai mob amnaj) e recare l’apposita imposta di bollo ai sensi del Codice delle Entrate. Qualora il mandante sia una persona giuridica straniera, sono richiesti anche una delibera dell’organo sociale e una copia autenticata del certificato di registrazione della società (tradotto e legalizzato).

Ricerca patrimoniale e indagini preliminari alla causa

La ricerca dei beni dovrebbe avere inizio prima della presentazione della domanda giudiziale. Quando viene emessa la sentenza, spesso i convenuti hanno già avuto anni di tempo per dissipare i propri beni, e la legislazione thailandese offre rimedi provvisori limitati, principalmente il sequestro conservativo preventivo ai sensi degli articoli da 254 a 270 del Codice di procedura civile (CPC), che richiede all’attore di dimostrare la fondatezza prima facie della causa e l’esistenza di un rischio reale di dissipazione dei beni. I registri pubblici, compresi i titoli di proprietà presso il Dipartimento del Catasto, i documenti societari presso il Dipartimento per lo Sviluppo delle Imprese (dbd.go.th) e i registri dei veicoli presso il Dipartimento dei Trasporti Terrestri, sono accessibili per la verifica dei beni; le informazioni sui conti bancari non sono pubbliche e possono essere ottenute solo tramite divulgazione ordinata dal tribunale o procedure LED successive alla sentenza.

Aspetti culturali e strategici

I tribunali thailandesi attribuiscono grande importanza al rispetto delle procedure e del decoro. Gli avvocati sono tenuti a rivolgersi alla Corte utilizzando il thailandese formale, e le argomentazioni orali sono generalmente concise e integrate da memorie conclusive scritte. La conciliazione è fortemente incoraggiata in ogni fase e le parti che rifiutano un accordo ragionevole possono andare incontro a conseguenze sfavorevoli in materia di spese, a discrezione del tribunale. Laddove la controversia coinvolga una controparte thailandese con cui sussiste un rapporto commerciale di lunga data, il processo di mediazione strutturato può preservare tali rapporti commerciali in un modo che il contenzioso contraddittorio non è in grado di garantire.

L'approccio di Juslaws & Consult al contenzioso civile

Juslaws & Consult rappresenta clienti thailandesi e internazionali in controversie commerciali, civili, familiari e dinanzi a tribunali specializzati in tutta la Thailandia. La nostra attività contenziosa copre l’intero spettro, dalle controversie contrattuali, ai contenziosi tra azionisti e in materia di joint venture, alle controversie immobiliari e fondiarie, al recupero crediti e alle richieste di risarcimento per lesioni personali, fino alle violazioni della proprietà intellettuale, alla tutela dei consumatori e al contenzioso tributario. Lavoriamo a stretto contatto con il nostro team di arbitrato e ADR per elaborare strategie di risoluzione delle controversie che tutelino i rapporti commerciali e limitino l’esposizione ai costi, nonché con il nostro dipartimento societario per garantire che il rischio sia correttamente ripartito negli accordi che danno origine alle controversie. Per le questioni penali che sorgono parallelamente alle controversie civili, si rimanda alla nostra pagina dedicata al contenzioso penale; per le controversie relative all’insolvenza, il nostro team specializzato in fallimenti gestisce istanze, opposizioni e piani di risanamento dinanzi al Tribunale Centrale Fallimentare.

Domande frequenti

Quanto tempo richiede una causa civile in Thailandia?

Dal deposito della domanda alla sentenza di primo grado, un procedimento civile contenzioso richiede in genere dai 12 ai 18 mesi presso i tribunali civili di Bangkok e i tribunali provinciali, mentre la Legge sui tempi dei procedimenti giudiziari del 2565 (2022) fissa come obiettivo di riferimento un anno per i procedimenti civili contenziosi di primo grado. Un ulteriore ricorso alla Corte d’Appello aggiunge da 8 a 24 mesi, mentre un ricorso alla Corte Suprema (Dika), qualora venga concessa l’autorizzazione, aggiunge in media altri 12 mesi. Le cause risolte tramite mediazione sotto la supervisione del tribunale possono concludersi nel giro di pochi mesi.

Qual è il termine di prescrizione per intentare un'azione civile in Thailandia?

Ai sensi dell’articolo 193, paragrafo 30, del Codice civile e commerciale, il termine di prescrizione ordinario per le azioni civili è di 10 anni. Per determinate cause di azione si applicano termini specifici più brevi, tra cui 5 anni per i pagamenti periodici ai sensi dell’articolo 193, paragrafo 33, 2 anni per gli onorari commerciali e professionali ai sensi dell’articolo 193, paragrafo 34, e 1 anno per le azioni di responsabilità civile a partire dalla data in cui si viene a conoscenza del danno e dell’autore del fatto illecito, ai sensi dell’articolo 448. Il convenuto deve eccepire la prescrizione come mezzo di difesa, poiché ai sensi dell’articolo 193/29 il tribunale non respingerà d’ufficio una domanda per motivi di prescrizione.

A quanto ammontano le spese processuali in Thailandia per una causa civile?

Le spese processuali in Thailandia sono moderate rispetto a molte giurisdizioni internazionali. L'aliquota standard è pari al 2% dell'importo richiesto, con un limite massimo di 200.000 THB per le richieste fino a 50 milioni di THB; le richieste che superano tale soglia comportano un'ulteriore aliquota dello 0,1% sull'importo eccedente. Le cause non pecuniarie comportano una tassa fissa di 200 THB. I ricorrenti in materia di consumo e i ricorrenti dipendenti in cause di lavoro sono esenti per legge. La parte soccombente è tenuta a rimborsare le spese processuali alla parte vincente come parte delle spese. Le spese possono essere calcolate utilizzando il calcolatore ufficiale della Corte di giustizia all'indirizzo fees.coj.go.th/courtfees.

Una società straniera può intentare causa o essere citata in giudizio in Thailandia?

Sì. Le società straniere hanno libero accesso ai tribunali thailandesi in qualità di attrici, sebbene in alcuni casi (in genere quando la società straniera non è registrata come persona giuridica in Thailandia) il tribunale richieda una traduzione certificata del certificato di registrazione della società e una procura autenticata per confermare la legittimazione del legale. Una società straniera può inoltre essere citata in giudizio in Thailandia ai sensi della Sezione 4 del CPC se la causa dell’azione è sorta in Thailandia, oppure ai sensi della Sezione 4 ter se possiede beni, ha svolto attività commerciali o ha comunque un legame sufficiente con la Thailandia.

È possibile eseguire direttamente in Thailandia una sentenza straniera?

No. La Thailandia non è parte di alcun trattato relativo all’esecuzione reciproca delle sentenze straniere, e la legislazione thailandese considera le sentenze straniere solo come prove relative alle questioni da esse decise. Per ottenere l’esecuzione di una sentenza straniera in Thailandia, la parte vincente deve avviare un nuovo procedimento dinanzi a un tribunale thailandese, presentare la sentenza straniera come prova e ottenere una sentenza thailandese che possa essere eseguita tramite il Dipartimento per l’Esecuzione Forense. Al contrario, i lodi arbitrali stranieri provenienti da Stati aderenti alla Convenzione di New York sono direttamente esecutivi ai sensi della Sezione 41 della Legge sull’Arbitrato B.E. 2545 (2002), il che costituisce uno dei motivi principali per cui le parti internazionali preferiscono inserire clausole arbitrali nei contratti relativi alla Thailandia.

La mediazione è obbligatoria nelle cause civili thailandesi?

La mediazione non è obbligatoria in senso stretto, ma i tribunali thailandesi incoraggiano attivamente la conciliazione in ogni fase del procedimento. L’articolo 20 del Codice di procedura civile autorizza il tribunale a tentare la conciliazione nel corso dell’intero procedimento, e la prima udienza di merito è solitamente dedicata alla mediazione. La mediazione pre-contenziosa ai sensi dell’articolo 20 ter, disponibile dal 7 novembre 2020 in virtù della Legge di modifica del Codice di procedura civile (n. 32) B.E. 2563 (2020) per le cause di valore fino a 5 milioni di THB, è volontaria, esente da spese processuali e può sfociare in una sentenza consensuale avente la stessa efficacia esecutiva di una decisione contenziosa. La conciliazione è obbligatoria in occasione della prima udienza nelle cause di lavoro.

Quali prove sono ammissibili nei tribunali civili thailandesi?

Le prove ammissibili comprendono documenti (originali o copie autenticate, corredati di traduzioni in lingua thailandese qualora il contenuto sia in lingua straniera), testimonianze orali di testimoni di fatto, perizie, prove materiali quali oggetti fisici, nonché registrazioni video e audio di cui sia possibile dimostrare l’autenticità. Le testimonianze indirette sono soggette a restrizioni ai sensi dell’articolo 95 del Codice di procedura civile, ma possono essere ammesse qualora il testimone originario non sia disponibile e le circostanze circostanti rendano la testimonianza indiretta sufficientemente attendibile nell’interesse della giustizia. La parte che allega un fatto ha l’onere di provarlo ai sensi dell’articolo 84/1, e il criterio applicabile è quello della preponderanza delle prove.

Gli avvocati in Thailandia possono lavorare con un compenso basato sul risultato?

I compensi basati esclusivamente su una percentuale del risarcimento ottenuto erano storicamente vietati in quanto contrari all’ordine pubblico, secondo una giurisprudenza consolidata della Corte Suprema. Una sentenza della Corte Suprema (Dika) del 2020 ha riconosciuto come esecutivo un accordo sulle parcelle in cui all’avvocato veniva corrisposto il 30% dell’importo effettivamente recuperato, suggerendo un parziale allentamento di tale divieto. Accordi ibridi che combinano una tariffa oraria ridotta o fissa con un premio di successo calibrato su criteri oggettivi sono accettati nella pratica e sono comuni nel contenzioso commerciale. L’accordo sulle parcelle deve essere redatto per iscritto, firmato prima dell’inizio di un lavoro sostanziale, e deve preservare l’indipendenza dell’avvocato e il suo dovere nei confronti del cliente.

Come vengono calcolati i risarcimenti nel contenzioso civile thailandese?

Ai sensi degli articoli 222 e 223 del Codice civile e commerciale, il risarcimento dei danni ha lo scopo di riportare la parte lesa nella situazione in cui si sarebbe trovata se l’atto illecito o l’inadempimento non si fossero verificati. Esso è limitato alle perdite che costituiscono la conseguenza naturale e diretta dell’inadempimento o dell’atto illecito e che erano prevedibili. Il risarcimento punitivo non è previsto nelle cause civili ordinarie, con la principale eccezione rappresentata dalle cause in materia di consumo, in cui l’articolo 42 della Legge sulla procedura in materia di consumo B.E. 2551 (2008) autorizza un risarcimento fino a cinque volte superiore al danno effettivo in caso di comportamento doloso o gravemente negligente da parte del fornitore. L'interesse legale ai sensi della Sezione 7 del Codice Civile e Commerciale è pari al 3% annuo, mentre l'interesse di mora ai sensi della Sezione 224 è pari al 5% annuo, in entrambi i casi a meno che non si applichi un tasso più elevato per contratto o per legge.

Qual è il ruolo dell'Ufficio Esecuzioni?

Il Dipartimento per l’Esecuzione Forense del Ministero della Giustizia (kromabangkhabkhadi, กรมบังคับคดี) è l’ente responsabile dell’esecuzione delle sentenze definitive. Qualora il debitore giudiziario non adempia volontariamente alle proprie obbligazioni, la parte vincente richiede un titolo esecutivo e il Dipartimento procede al pignoramento di beni mobili e immobili, al sequestro conservativo di conti bancari, stipendi e crediti, nonché alla vendita all’asta pubblica dei beni pignorati. La domanda di esecuzione deve essere presentata entro dieci anni dalla data in cui la sentenza diventa definitiva ai sensi dell’articolo 274 del Codice di procedura civile, trascorso tale termine l’esecuzione è preclusa.

Quali sono i provvedimenti provvisori disponibili prima della sentenza?

Gli articoli da 254 a 270 del Codice di procedura civile disciplinano il sequestro conservativo dei beni prima della sentenza, le ingiunzioni provvisorie volte a impedire il ripetersi o il protrarsi di atti illeciti, le ordinanze che impongono ai conservatori dei registri di sospendere la registrazione dei beni oggetto di controversia, nonché l’arresto e la detenzione provvisori di un convenuto che sia in procinto di fuggire. Le istanze possono essere presentate contestualmente all’atto di citazione o in qualsiasi momento prima della sentenza e possono essere presentate ex parte qualora l’urgenza lo richieda, fatto salvo l’obbligo del richiedente di dimostrare la fondatezza prima facie e un rischio reale di danno e, spesso, di costituire una garanzia a fronte di un provvedimento provvisorio illegittimo.

Come funziona il sistema delle azioni collettive in Thailandia?

Gli articoli da 222/1 a 222/49 del Codice di procedura civile, inseriti dalla legge di modifica (n. 26) B.E. 2558 (2015) ed entrati in vigore l’8 dicembre 2015, consentono l’avvio di azioni collettive per conto di una classe identificabile con questioni comuni di diritto o di fatto. Il tribunale deve certificare la classe, approvare una parte rappresentativa e supervisionare la notifica ai membri della classe tramite pubblicazione e altri mezzi. Il risarcimento dei danni viene concesso su base aggregata. L’avvocato della classe può ricevere un onorario incentivante fino al 30% dell’importo recuperato ai sensi della Sezione 222/37, un’eccezione alle norme generali sulle spese legali che ha reso i procedimenti collettivi finanziariamente sostenibili nei casi di tutela dei consumatori, ambiente e concorrenza sleale.

È possibile presentare istanze online per le cause civili in Thailandia?

Sì. La Corte di giustizia gestisce il Servizio online integrato della Corte (CIOS) all’indirizzo cios.coj.go.th, disponibile dal 27 marzo 2020, attraverso il quale gli avvocati registrati possono caricare atti successivi, monitorare lo stato dei procedimenti e ricevere notifiche elettroniche da tutti i tribunali della Corte di giustizia. Un portale separato per il deposito elettronico dei cittadini, all’indirizzo efiling3.coj.go.th/citizen, consente alle parti di presentare ricorsi, memorie di risposta, appelli e istanze Dika per via elettronica, con pagamento online delle spese processuali. I documenti devono essere in formato JPEG o PDF, di dimensioni non superiori a 10 MB per file e con una risoluzione minima di 200 dpi. La maggior parte dei tribunali continua ad accettare anche i depositi cartacei.

Che cos’è la legge sui termini di prescrizione dei procedimenti giudiziari e in che modo influisce su un caso?

La legge sui termini procedurali del 2565 (2022), entrata in vigore il 23 gennaio 2023, impone ai tribunali di pubblicare i termini indicativi per ciascuna fase procedurale. I regolamenti di attuazione fissano un termine di un anno per le cause civili di primo grado contestate, da sei mesi a un anno presso la Corte d’appello e un anno presso la Corte Suprema per i casi ammessi su autorizzazione. Qualora una fase superi il termine previsto, le parti possono richiedere una spiegazione scritta entro 15 giorni. La legge non prevale sulla discrezionalità nella gestione dei casi, ma ha visibilmente accelerato i procedimenti che in precedenza erano in fase di stallo.

La Thailandia riconosce il segreto professionale tra avvocato e cliente?

Sì, sotto forma di segreto professionale ai sensi dell’articolo 92 del Codice di procedura civile, che conferisce all’avvocato il diritto di rifiutarsi di divulgare documenti o informazioni riservate affidategli da una parte nell’ambito della sua attività professionale. La Legge sugli avvocati del 2528 B.E. (1985) e il Codice deontologico del Consiglio degli avvocati rafforzano tale obbligo. La tutela è fatta valere dall’avvocato e può essere sottoposta a verifica da parte del tribunale, il quale può imporre la divulgazione qualora la motivazione del rifiuto non sia soddisfacente o qualora la comunicazione sia stata effettuata a scopo di frode o reato. Non esiste un privilegio separato relativo al lavoro svolto, ma nella pratica i tribunali tutelano la riservatezza del lavoro svolto ai fini della consulenza legale.

La Thailandia ha aderito alla Convenzione dell'Aia sull'apostille?

Il 9 dicembre 2025 il Consiglio dei Ministri thailandese ha approvato l’adesione alla Convenzione dell’Aia sull’apostille del 1961; tuttavia, alla data di pubblicazione del presente articolo, lo strumento di adesione non era ancora stato depositato presso il depositario all’Aia e la Convenzione non è ancora entrata in vigore per la Thailandia. Si prevede che la Convenzione entri in vigore in Thailandia circa sei-otto mesi dopo il deposito. Fino a quel momento, i documenti pubblici stranieri dovranno continuare a essere legalizzati attraverso il tradizionale iter consolare, mentre i documenti thailandesi destinati all’uso all’estero dovranno essere legalizzati presso il Dipartimento degli Affari Consolari del Ministero degli Affari Esteri e presso la relativa ambasciata o consolato straniero.

Il presente articolo è fornito a titolo puramente informativo e non costituisce una consulenza legale. Per ricevere consulenza in merito a una controversia specifica o per discutere di una possibile rappresentanza legale, vi preghiamo di contattare Juslaws & Consult.